Una guarigione “discreta” – Commento al Vangelo di venerdi 15 febbraio 2019


 

 

Il Vangelo di oggi vuole insegnare a ciascuno di noi quanto sia importante operare nella discrezione. È lo stesso Gesù a darci l’esempio. Egli non si tira indietro dalla sua missione quella di guarire i malati.

I suoi gesti di guarigione, però, devono avere una caratteristica: non devono essere compiuti per mettersi in mostra. Anche quando sta passando per Sidone gli viene condotto un malato e gli viene chiesto di imporgli le mani affinché sia guarito.

La prima azione che compie è quella di prenderlo in disparte, lontano dalla folla. Grazie a questa “riservatezza” egli spera che il miracolo riesca a risanare anche e soprattutto il cuore dell’infermo.

Compiuto il miracolo egli pone un divieto: quello di non raccontare a nessuno quanto accaduto. Perché? Lui non amava farsi pubblicità, non voleva diventare il protagonista.

Per lui era importante che il protagonista fosse colui che doveva essere guarito. Solo in questo modo il suo messaggio poteva trasformarsi in qualcosa di duraturo e di profondo.

Anche a noi oggi viene chiesto di tornare ad essere discreti, a vivere nella consapevolezza che ciò che davvero conta sono le opere buone, quelle azioni cioè che devono essere realizzate nel nascondimento. Di farisei, oggi soprattutto, ce ne sono tanti.

Noi che ci “vantiamo” di essere cristiani, non dobbiamo dimenticare che aiutare il nostro prossimo è bello se fatto nel silenzio.

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