La Riforma Luterana e la Riforma Cattolica

La Riforma oltre Lutero in Europa e la Germania come sede della Nuova Religione


 

Nei primi anni del XVI secolo la Chiesa Cattolica versava in un grave stato di crisi morale. I Vescovi vivevano nel lusso, spesso con concubine, e la Curia papale si trasformò in una “corte principesca” sfarzosa. La Chiesa era ormai lontana dal messaggio evangelico e lo dimostrò con la pratica della vendita delle indulgenze. I fedeli, previo donazioni di denaro, ottenevano una diminuzione della pena da scontare in Purgatorio.

Le 95 tesi sulla salvezza

In Germania il monaco Martin Lutero, nel 1517, pubblicò 95 tesi con cui affrontava la questione della pratica della vendita delle indulgenze. Le tesi, inizialmente scritte in latino, vennero tradotte in tedesco e diffuse in tutta la Germania. Con esse Lutero intendeva denunciare, in un primo momento, la corruzione della Chiesa. Poi, nel 1520, pubblicò altri quattro scritti in cui, oltre a condannare la corruzione del papato, sostenne l’inutilità delle gerarchie ecclesiastiche, negò il valore salvifico delle opere e vietò al clero di occuparsi delle questioni temporali.
Papa Leone X, nel gennaio del 1521, dopo che l’anno precedente fece pubblicare la bolla Exsurge Domine, scomunicò Lutero durante la Dieta di Worms indetta da Carlo V.

Carlo V dà la caccia a Lutero

A favore di Lutero volgeva un eccezionale quadro politico dal momento che i Principi tedeschi avevano accolto con piacere le sue tesi. Carlo V, che era divenuto imperatore nel 1520 dopo aver comprato i voti dei Principi per 800.000 ducati, ebbe finalmente l’opportunità di far condannare Lutero grazie alla scomunica del Papa. L’intervento di Federico di Sassonia fu necessario per la protezione del monaco, che venne messo al sicuro in una delle fortezze del principe. Qui poté dedicarsi alla traduzione del Nuovo Testamento in tedesco.

Con la traduzione del Nuovo Testamento la Chiesa di Roma subì un grandissimo affronto, poiché rivendicava il diritto dell’interpretazione delle Sacre scritture in Latino.
Lutero, nel definire la propria posizione teologica, affermò che “ognuno è sacerdote di se stesso” (sacerdozio universale) ed è quindi legittimo poter leggere e interpretare autonomamente le Sacre Scritture.

Riforma e Controriforma della Chiesa

La Chiesa, ad un certo punto, comprese di dover trasformarsi e perciò tra fine cinquecento e inizio seicento mise in atto nuove azioni riformiste interne e controriformiste per sopprimere la dottrina luterana.

La Riforma

Con il Concilio di Trento, indetto da papa Paolo III, durato ben 18 anni (1545-1563), si affrontarono problemi di tipo dottrinale e disciplinare.

In materia dottrinale, il concilio riaffermò il ruolo magistrale della Chiesa.Le opere vennero ritenute valide in quanto salvifiche e fu ribadita l’importanza dei Santi. Per quanto riguarda la pratica dell’auto interpretazione della Sacre Scritture la condanna fu immediata, ribadendo che la Chiesa è unica detentrice di questo privilegio.

In materia disciplinare, fu deciso di rinnovare la Chiesa cattolica vietando il i benefici ecclesiastici e imponendo ai vescovi l’obbligo di visita alle parrocchie. Per i parroci vigeva l’obbligo di diffondere il Catechismo romano. Nacquero poi i seminari per l’istruzione dei preti.

La Controriforma

Per reprimere ogni forma di dissenso, la Chiesa diede vita al Santo Uffizio nel 1542.
La Congregazione del Sant’Uffizio era un organismo preposto alla coordinazione dei Tribunali della Santa Inquisizione. Questa congregazione aveva inoltre il compito di esprimersi per ultima in nei processi per eresia stabilendo la condanna per gli eretici.
Con un sistema medievale così ben strutturato fu maggiormente possibile perseguire gli eretici per le loro azioni.

Qualche anno più tardi, nel 1564, nacque l’Indice, un elenco di tutti i libri contrassegnati come ereticali. Tutti i libri lì dentro inseriti venivano severamente vietati e i loro autori condannati. Solo nel 1571 si assistette alla nascita della Congregazione dell’Indice, che assolveva il compito di aggiornare periodicamente l’elenco dei libri proibiti.
Nel già drammatico contesto medievale queste misure ebbero conseguenze culturali negative, anche dal punto di vista della libertà di pensiero.

 

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