La paura dei discepoli – Commento al Vangelo del 27 febbraio 2019


 

La liturgia di oggi ci presenta una scena molto significativa, incontriamo gli apostoli che sono assaliti da una preoccupazione molto umana: quella della paura, preoccupazione. Durante il loro camminare insieme al Maestro, fanno un incontro con un personaggio per loro “scomodo” di cui non si conosce il nome ma solo le azioni che sta compiendo.

L’ignoto individuo sta compiendo le stesse loro azioni, scacciare i demoni. Anziché essere contenti di aver trovato una “spalla” forte che arrivata in loro soccorso, cosa fanno i dodici? Gli impediscono di compiere ciò che sta facendo. Perché? Semplicemente perché non rientrava nella loro cerchia.

Il loro atteggiamento è quello di vedere in lui una concorrenza, un personaggio scomodo, un rivale. In sua difesa arriva lo stesso Gesù il quale da un ordine tassativo ai suoi: lasciatelo fare perché colui che ” non è contro di noi è con noi”.

Un ordine che deve scuotere anche le nostre coscienze. Anche noi, cristiani dell’oggi, con il nostro modo di fare ripetiamo esattamente ciò che duemila anni fa fecero i dodici in quella circostanza.

Facciamo attenzione che non è l’atteggiamento giusto, il messaggio del Vangelo non è solo per noi, non è una nostra esclusività. La Buona Novella deve essere condivisa con il mondo intero, in particolare con coloro che apparentemente potrebbero sembrare “nostri rivali”

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