La Controriforma come condanna e censura

La Chiesa e la sua falsa immagine trionfante


 

Parallelamente alla nascita del Santo Uffizio, nel 1542 nasceva un clima di chiusura. Più tardi, invece, si assistette ad una vera e propria repressione culturale con la comparsa della Congregazione dell’Indice dei Libri Proibiti. Quest’ultimo fenomeno repressivo si oppose addirittura alla libertà di pensiero.
Dagli anni ’40 del cinquecento fino al settecento si assistette ad un clima di chiusura che coinvolse purtroppo anche i migliori intellettuali dell’epoca.

La censura culturale del ‘500

In Italia, soprattutto a causa della presenza dello Stato Pontificio, si crearono realtà di inesistenza della libertà di stampa, di pensiero e di aggregazione sociale. Il Caso Bruno fu uno fra i più eclatanti della storia rinascimentale.
Giordano Bruno, uomo dallo spirito libero, ricevette un’educazione religiosa domenicana a Napoli, ma in età adulta si avvicinò a dottrine protestanti e cosmologiche. Negli anni ’70 del cinquecento, Bruno ebbe l’opportunità di avvicinarsi ai Calvinisti a Ginevra, dove era nato il primo Stato Confessionale. Successivamente si trasferì prima a Parigi e poi in Inghilterra, dove ebbe l’opportunità di insegnare presso l’Università di Oxford. Quando nel 1592 decise di ritornare in Germania, scelse Venezia come città a lui congeniale. Qui fu tradito da Giovanni Mocenigo, il quale lo denunciò per eresia dal momento che Bruno sosteneva la tesi filosofica dell’infinità dell’universo e l’adunanza di saggi alla ricerca di un unico dio. Per questi motivi il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno fu arso vivo in piazza Campo de’ Fiori a Roma, dove era stato trasferito per il processo nel 1593.

Il Caso Galilei

Successivo, ma molto meno atroce, fu il caso Galilei. Ad essere colpito dall’inquisizione, infatti, fu anche Galileo Galilei, lo scienziato inventore del metodo sperimentale. Galilei, molto vicino alle tesi copernicane, dimostrò, attraverso l’uso del telescopio, che la Terra oltre ad essere rotonda ruota anche su se stessa.
Nel 1610, con la pubblicazione del testo “Sidereus Nuncius”, affermò pubblicamente le sue teorie. Egli riteneva che in uno dei passi della Bibbia, quello di Giosuè (10,12-14) fosse errato a causa  dell’affermazione: “Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle di Ajalon!”:

 Il giorno che l’Eterno diede gli Amorei nelle mani dei figli d’Israele, Giosuè parlò all’Eterno e disse in presenza d’Israele: «Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle di Ajalon!»
Così il sole si fermò e la luna si arrestò, finché il popolo si fu vendicato dei suoi nemici. Questo non sta forse scritto nel libro del Giusto? Così il sole si fermò in mezzo al cielo e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero.
E non ci fu mai, né prima né dopo, un giorno come quello, in cui l’Eterno abbia esaudito la voce di un uomo, perché l’Eterno combatté per Israele.                    

 

Dopo che nel 1616 il “De revolutionibus orbium caelestium” di Copernico fu messo all’Indice, Galieli continuò i sui studi e nel 1623 pubblicò “Il Saggiatore”, in cui affrontava la questione del metodo di “misura”.
Nonostante la stima che il cardinale Francesco Barberini (papa Urbano VIII) nutriva nei confronti di Galileo, non fu possibile impedirne il processo per eresia. Le ultime stampe del 1632 furono necessarie per accusarlo e processarlo. Lo scienziato, per sottrarsi ad ogni sorta di tortura e alla morte al rogo, abiurò le sue tesi, negando ogni cosa fino a quel momento affermata. La sua morte avvenne per vecchiaia nel 1642.

I Santi per il Concilio di Trento e la nuova arte controriformista

Il fanatismo religioso e la caccia alle streghe

Sia nei Paesi cattolici che in quelli protestanti si diffuse un clima di fanatismo religioso che portò alla “caccia alle streghe“. In un momento di intransigenza dogmatica così forte la superstizione trovò il modo di manifestarsi, condannando opere sataniche o quasi.
In tutta Europa, anche oltre cinquecento e seicento, donne e uomini venivano accusati di stregoneria e processati. La loro condanna era chiaramente la morte al rogo.

Il Concilio di Trento del 1545 chiarì in materia dottrinale l’importanza e l’esistenza dei Santi. Al nuovo modello di Chiesa rinnovata, quindi, corrisposero nuovi modelli di santi. Dal momento che i decreti tridentini prevedevano una Chiesa attiva sul piano sociale, i nuovi santi venivano proclamati tali solo a seguito di opere buone nei confronti della popolazione.

L’immaginazione nel Rinascimento caratterizzò questo periodo. Dal momento che la Chiesa aveva chiuso ogni frontiera della cultura, gli artisti potevano spaziare e fantasticare, purché rimanessero nelle linee guida della religione.  La riproduzione del reale si basava su una perizia tecnica inconfondibile di quest’epoca, che si rileva soltanto in pochissimi artisti. Gli elementi irreali che compaiono nell’arte barocca, ad esempio, per mezzo di finte volte celesti e altri elementi illusori architettonici, furono abilmente sfruttati dalla Chiesa romana. Le fastose decorazioni e la rappresentazione di profezie, trasmettevano nell’immaginario collettivo una Chiesa trionfante. In questo modo non fu difficile conquistare sempre più fedeli, e quindi adesioni alla religione cattolica.

 

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