Il Seicento celebra la Chiesa

L'arte Barocca dello stupore


 

Mentre il Cinquecento fu il secolo della Riforma luterana, al contrario il Seicento fu il secolo della Controriforma cattolica. La Chiesa del Seicento si propose di persuadere gli eretici e i dubbiosi per ricondurli alla giusta dottrina. In questo secolo, perciò, la Chiesa contrastò le certezze spirituali rinnovate dal protestantesimo, nel tentativo di riconfermare la propria teologia e dottrina. Con la Controriforma, intanto, la Chiesa romana finì solo per irrigidirsi sui propri dogmi, senza ricomporre mai lo scisma.

L’arte seicentesca giocò un ruolo di primaria importanza nella persuasione degli eretici o dei dubbiosi. L’arte seppe infatti sedurre e commuovere. L’armonia delle immagini diviene un concetto non più di primaria importanza rispetto alla pomposità che riusciva, meglio di tutte, a suscitare fortissime emozioni.

Il Barocco è l’arte del Seicento con la quale si intendono caratteri bizzarri, nati in via del tutto sperimentale, con cui si manifestò un vuoto di contenuti. Ciò è dimostrato dal fatto che riusciva ad accattivare le persone più semplici ed umili di quel tempo.

In Italia e in Spagna, ma anche in altri parti d’Europa oltre questi due Stati rimasti fermamente cattolici per le forti spinte conservatrici, ci furono importanti scuole d’arte barocca. La finzione fu alla base dell’illusione dell’osservatore. Ebbero vita le prime volte celesti realizzate con elementi appunto illusori dell’architettura e della pittura affrescata.

Fu non solo virtuosismo, bensì arte comune, accorta alla materia universale e popolare. L’attenzione cadde in modo particolare sui soggetti e sulle tematiche facilmente riconoscibili. Quindi si trattava di un’attività di divulgazione dogmatica e nel contempo celebrativa della fede.

Il Barocco nell’arte sacra dopo il Concilio

Con il Concilio di Trento (1545-1563) il culto delle immagini sacre fu riconfermato. Fu stabilito, perciò, che la figura del Cristo venisse rappresentata con tratti del volto afflitti, col corpo sanguinante, vilipeso e con la pelle lacerata, quasi sgradevole alla vista. Questa era una delle strategie che avrebbe suscitato nelle masse di fedeli una grande compassione, devozione e pietà, alla vista di figure degne di misericordia.

I luoghi di culto, le Chiese per intenderci, dovevano ospitare le immagini di santi e martiri, oltre che di Gesù dolorante e sofferente. Anche le Chiese, però, subirono un cambiamento strutturale e architettonico con l’avvento dell’arte barocca.

Il Baldacchino di San Pietro del Bernini

A farci da esempio per un forte intendimento scenografico barocco è la Cattedrale di San Pietro a Roma. Se prendiamo in considerazione solamente il Baldacchino di San Pietro ci rendiamo conto della massima espressione che qui il Bernini fa del Barocco. In questo grandioso baldacchino vi realizza una fusione di arti mai vista in epoca seicentesca. Nei primi anni del secolo, dal 1624 e il 1633, per volere di Papa Urbano VIII, Gian Lorenzo Bernini, il “Gran Michelangelo del suo tempo“, produsse un’opera di proporzioni e caratteristiche cotali da poterla inserire armonicamente nel vuoto sottostante la cupola del Buonarroti.

I dettagli dell’opera barocca commissionata da Papa Francesco Barberini

Bernini non ebbe soglie di fantasia. Mosse al meglio la sua genialità su una costruzione interamente in legno con rinforzi in calcestruzzo. La struttura leggera, diversa da qualunque altra proprio per queste caratteristiche, si erge tutt’oggi su quattro piedistalli rivestiti di marmi policromi. Su questa base marmorea si innalzano quattro colonne tortili in bronzo decorato d’oro. Ciascuna di essere è alta undici metri, decorate con una successione di scanalature, alloro, lucertole e api. Ai primi due simboli di gloria, seguono i richiami alla resurrezione e alla famiglia del Papa Barberini.

La sommità, prima di chiudersi, è composta di capitelli compositi sui quali poggia una trabeazione, in modo da creare alcuni effetti ottici di slanciatezza. La copertura, e quindi la parte conclusiva del baldacchino, non fu completata secondo il progetto iniziale del Bernini ma secondo quello di Francesco Borrazione. I due archi del progetto originale furono sostituiti con quattro volute sagomate, sormontate da una croce dorata.

Si tratta – lo dicevamo anche prima – di un esempio significativo di illusione barocca. La realtà viene volutamente falsata facendo prevalere, frattanto, fittizie percezioni. Le forme discordanti fra di loro, e allo stesso modo i materiali e l’architettura dimostrano come armonicamente possono interagire confondendo l’occhio di chi guarda. L’idea dissenziente religiosa va dunque manifestandosi nell’arte, rendendola uno strumento propagandistico, che in altri contesti, invece, è funzionato per dimostrare la potenza e lo sfarzo delle monarchie.

Lascia una risposta