Il Bambino temuto – Commento al Vangelo di Sabato 28 dicembre 2019

0 45

 

Il Vangelo di oggi si apre con una scena di viaggio. I Magi condotti dalla Stella, dopo aver reso omaggio al nuovo “Re”, si mettono nuovamente in movimento per far ritorno alle loro terre di origine. Il loro compito è compiuto. Il Bambino resta con i suoi genitori, in balia di colui che più lo teme al mondo, Erode. Il re umano ha paura di perdere il proprio prestigio e il proprio potere.
A difendere la vita ancora una volta intervengono gli angeli, i messaggeri di Dio. È anche in questo casa lo fanno rivolgendosi a Giuseppe, in sogno come la prima volta, ma non più con un non temere, bensì con un messaggio perentorio che spaventerebbe qualsiasi genitore di ogni tempo: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Cosa resta da fare a Giuseppe e Maria? Il loro compito principale è quello di proteggere il loro figlio. Nel farlo però questa volta a mettersi in viaggio è l’intera Sacra Famiglia. I tre sanno che sono loro a dover diventare i primi “profughi” della storia. Non ci pensano un attimo ad intraprendere il loro viaggio verso l’Egitto, nonostante la consapevolezza delle difficoltà che incontreranno durante la loro peregrinatio verso una terra a loro sconosciuta.
Non immaginano che il loro viaggio provocherà in Erode tanta rabbia e si concluderà con il sacrificio di tanti bambini innocenti.
Le loro giovani vite serviranno a far compiere un’antica profezia quella del profeta Geremia. Un sacrificio necessario, anche se fatto di tante lacrime e tanto dolore, per permettere al bambino Gesù di compiere il suo cammino nel mondo, un cammino di salvezza e di liberazione dal peccato.

Lascia una risposta