Bonifacio VIII: “Unam Sanctam”

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La crisi del papato avvenne quasi contemporaneamente all’elezione di papa Bonifacio VIII, che incarnò l’idea di dover risollevare il potere della Chiesa. Per farlo il sommo pontefice aveva bisogno di imporre ancora una volta Roma al centro degli equilibri politici internazionali. Nel 1300 iniziò la sua “operazione spirituale” per ristabilire la supremazia del potere ecclesiastico proclamando il primo Giubileo della storia cristiana.

Con il primo Anno santo, Bonifacio VIII concesse l’indulgenza plenaria a tutti i pellegrini arrivati nella Città santa. In questo mondo la Chiesa andava via via soddisfacendo l'”ansia salvifica” alla base delle credenze cristiane. Il giubilo permise anche l’appianarsi di tutte le correnti ereticali che contrastavano l’organizzazione della Chiesa romana, definendola lontana dai valori evangelici.

Contemporaneamente all’operazione del pontefice si svilupparono i primi Stati nazionali. Queste novità politiche portando allo scontro tra potere ecclesiastico e potere laico. La controversia più aspra avvenne tra il Re di Francia, Filippo IV detto il Bello e lo stesso Bonifacio VIII.

Il crescente bisogno di finanziare la corona reale spine Filippo IV a infrangere i privilegi della Chiesa, imponendo decime anche al Clero francese. Il papa Bonifacio VIII reagì con veemenza, invitando gli ecclesiastici ad opporsi alla richiesta del monarca. Il Re allora, visto oltraggiato il suo potere, decise di convocare gli Stati generali, che per la prima volta nella storia diedero torto alla Chiesa.

Ancora una volta i due poteri universali si trovavano agli inizi di un conflitto che spinse Filippo IV a dichiarare il suo potere indipendente da quello spirituale. Dunque, sempre in accordo con gli Stati generali, fu proclamato che i poteri del sovrano discendessero direttamente da Dio, senza la mediazione del papa, unico vicario di Cristo in Terra.

Il Papa schiaffeggiato

L’intera Francia si era schierata contro l’autorità papale, ma nel 1302 Bonifacio VIII reagì emanando una bolla in rafforzamento della teoria teocratica. “Unam Sanctam Ecclesiam“, queste le parole con le quali il sommo pontefice descrisse la Chiesa, definendola una e santa. Dopo questa fortissima presa di posizione si verificarono intense polemiche di vario genere. A sostegno della politica del pontefice si schierarono i curialisti, mentre a sostegno del monarca francese c’erano i legisti.

Filippo il Bello, nonostante l’appoggio degli Stati generali, temeva la scomunica, unica arma nelle mani del pontefice che non fece in tempo ad utilizzare. Filippo organizzo un’azione decisa per sconfiggere il Bonifacio VIII: si alleò con la famiglia Colonna per organizzare la cattura del papa. La tradizione narra che durante quest’operazione Sciarra Colonna schiaffeggiò Bonifacio VIII. che sopravvisse solo un mese dopo l’umiliazione.

La cattività avignonese

La cattura di Bonifacio VIII il 7 settembre 1303 e la successiva morte, portarono all’elezione di un altro pontefice, Clemente V. La Chiesa si impegnò a cercare degli equilibri con la monarchia di Francia, così nel 1309 la sede pontifica fu trasferita ad Avignone proprio per volontà del nuovo papa francese.

Così facendo i francesi dimostrarono la loro sete di potere, non a caso gli storici definisco questo periodo “cattività avignonese“. Intanto Roma, abbandonata dall’unica forma di potere maggior mente presente sul territorio all’epoca, finì in un lungo periodo di decadenza.

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